Recupero fibre e acqua

Le operazioni di diluizione delle fibre di cellulosa richiedono grandi quantitativi di acqua. Essi sono attualmente realizzati con il reimpiego delle acque di lavorazione provenienti dalle fasi successive (acque del sottotela della tavola piana) in aggiunta all’acqua non ancora entrata nel processo produttivo. Ciò consente un notevole risparmio in fibre di cellulosa in quanto queste acque di recupero contengono in sospensione apprezzabili quantitativi di fibre, di sostanze di carica e di acqua stessa. Inoltre si ha una notevole riduzione degli scarichi idrici, dato che le acque vengono riutilizzate nel ciclo produttivo. Il trattamento delle acque recuperate nel corso del processo, prima della loro re-immissione nel processo stesso, avviene tramite un tamburo addensatore e, successivamente, un impianto di flottazione esterno.
Il tamburo addensatore consente di separare la frazione di fibre più pregiate, che vengono inviate direttamente alla tina di macchina, da un residuo costituito da fibre, e cariche inviate al flottatore per una successiva operazione di recupero di tipo chimico fisico.
Il flottatore Produce attraverso separazione due tipi di output:
una prima fase, costituita da acqua chiarificata viene usata per gli spruzzi e lo spappolamento della carta.
un seconda fase, costituita dai “fanghi” è rappresentata da una frazione non riutilizzabile delle acque con alto contenuto di impurezze di macero in sospensione e cariche, destinata allo smaltimento, e da una frazione inviata in tina di macchina.